Ingresso rigorosamente gratuito!!!
dalle 23.30 all'alba r'n'r-northern soul-50'-60'-70'-glam-new wave-grunge-brit pop-italian hits and much more by bunny tiz, eggy rak, lelli picone
vi aspettiamo!!!
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Edizioni e stampa a cura di Roberto Pace testo di Fabrizio Pizzuto |
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Inaugurazione mostra: sabato 15 maggio 2010, ore 19:00 orari: dalle 17:00 alle 20:00 dal Martedì al Sabato |
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LA PORTA BLU EDIZIONI privilegia un’idea di qualità complessiva del percorso che conduce alla stampa finale, unita ad una attitudine alla sperimentazione di nuove soluzioni in stretta collaborazione con gli artisti, presentandosi come una collezione in divenire strettamente legata all’attività espositiva della galleria.
Tutte le grafiche sono editate in una tiratura limitata a 12 copie numerate e firmate dall’autore, siglate ognuna “la porta blu edizioni” e accompagnate da una
dettagliata scheda tecnica.
Moltiplicare un’immagine significa per me in prima istanza (e per istanza alludo all’impulso procedurale con cui si chiede ad esempio di adottare provvedimenti al fine di realizzare
propositi rimasti inattuati), di togliere l’aura di unicità a quell’immagine. Fabrizio Pizzuto |
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LaPortaBlu Gallery
Arco degli Acetari 40 00186, Roma tel 06 6874106 cell 3929153848 www.laportablu.it laportablu@laportablu.it |
La Porta Blu - Associazione Culturale ONLUS - via del Teatro Valle 27- tel 06 6874822
MOSTRA DI MAXS FELINFER NEL "TEATRO DI MADRID"
Certe volte, nel girovagare del carosello, accadono delle
cose inaspettate. Non avendo avuto nessuna informazione
diretta dell'evolversi dell'inaugurazione della mostra, poiché
Maxs è arrivato al giorno dell'apertura con 40° di febbre
e non ha potuto essere presente, ecco qui che il giorno
dopo arriva una mail dalla Argentina, di un'amica
raccontandoci che i suoi amici di Madrid avevano visitato
la mostra, lasciando al fotografo i loro commenti. Cioé, le
impressioni della mostra sono partite dalla Spagna,
passando per Argentina per arrivare a noi in Italia due giorni
dopo. Saranno gli effetti della globalizzazione?
Patricia Vena
COMMENTARI E PUBBLICAZIONI
"Alejandro Schmitt è un pittore, anche se i suoi percorsi professionali nella fotografia gli hanno conferito grande libertà nelle composizioni, nelle inquadrature. Il tratto dimostra una
sicurezza pittorica chiara, accentuata dalle grandi dimensioni della sua opera. I suoi colori ci portano verso una natura vigorosa: azzurri, ocra, cenere danno forma ad un paesaggio maltrattato
che, nelle sue ferite, materializza la sua superbia sopravvissuta."
Fin dalla lettura dei primi versi, la poesia provoca un’emozione inenarrabile, ti fa navigare in un mare di sensazioni meravigliose, in cui il senso di solitudine viene sopraffatto da un immenso sbigottimento di umanità e di eternità.
La lirica è permeata di un velato ottimismo, poiché , a differenza di Montale, che asserisce che il tempo cancella ogni cosa, l’autrice spera che i suoi concittadini la rimembrino insieme a Maxs in ogni angolo del suo paese natio, forse inconsciamente spera che ciò possa avvenire, perché loro hanno lasciato e lasceranno opere indelebili. Foscolo asseriva che saranno immortali solo coloro che hanno compiuto grandi azioni.
L’eternità è questa , la realtà immanente che si proietta nel trascendente umano.
La poesia si divide in tre parti: nella prima trapela la nostalgia del proprio paese, della natura in tutti i suoi aspetti, estate,autunno, soffio del vento, corrente del fiume, espressioni scarne, ma essenziali, in cui la sinestesia e l’uso dell’asindeto fanno diventare lirico un lessico comune, con cui si dipinge un quadro con contrasti di luci e ombre, (strade ardenti-notti tristi), di movimento(soffio del vento ) e calma (Caldo della siesta ).
Nella seconda parte appare la speranza di essere rimasti nel cuore di coloro che hanno lasciato e il desiderio di rivivere i momenti di ieri, che provoca loro sfinimento e angoscia, perché, forse, si rendono conto che è un sogno irrealizzabile
Nella terza prevale preponderante l’emotività e la nostalgia ,non più proiettate all’esterno,ma intime,che scuotono l’anima del poeta: un suono, un profumo, un colore risvegliano come Proust, ricordi che non possono essere dimenticati . L’ultimo verso è drammatico perché evidenzia la caducità dell’esistenza.
Questo canto è esemplare per la valorizzazione e l’essenzialità delle parole, è un canto dell’ anima di sentimenti soggettivi , ma che diventano universali perché colpiscono ogni cuore.
L’evocazione del paese natio assume una dimensione illimitata,sembra la descrizione di una terra promessa, che ognuno vorrebbe ritrovare, le immagini fotografiche che si susseguono, accentuano questa suggestione.
Le ipnotiche iterazioni delle locuzioni “non ce ne siamo andati” “siamo rimasti un po’” è un’eco drammatica di speranza, di angoscia, di nostalgia che abbraccia tutti gli emigrati del mondo e anche tutti i comuni mortali, che dovranno prima o poi lasciare questa terra.
E’ senz’altro una delle poesie più suggestive dell’intera produzione poetica di Patrizia Vena.
La traduzione italiana rispetta mirabilmente la cadenza del testo spagnolo, ove la scomposizione del verso mette in evidenza il valore e il significato delle
parole, rendendole suggestive e musicali.
Iginia Bianchi
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