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26 luglio 2009 7 26 /07 /luglio /2009 19:28
Le serie parallele Dipingo "Serie parallele" che no rispondono a una progressione dello stesso soggetto ma che si evolvono in modo indipendente, e fanno riferimento a sensazioni interiori rappresentate da aspetti "linguistici" differenti. Sono contemporanee ed evocano aspetti esistenziali e formali diversi. Questo viene di solito segnalato dagli eruditi come "mancanza di rispetto nei confronti dello stile". Devo sinceramente dire che, dopo 50 anni dedicati alla pittura, da studente, da pittore e da docente d'arte, non sono interessato ad ascoltare queste banalità, provenienti dalla cattedra della superficialità e della mercificazione dell'arte. Quali sono i requisiti per fare sì che un pittore venga accettato dalla critica, dai galleristi, insomma dal mercato dell'arte? Mi permetto di ridurre lo spettro di valutazione al commercio perchè di questo si tratta e perchè c'è, al riguardo, una omertà complice fra quelli che ottengono benefici da tale sistema, indegno di essere collegato all'arte. Tutti vogliono dare un altro nome alle valutazioni e pregi che regolano la qualità di un'opera d'arte, ma in realtà, si tratta di accordi clientelari, di conoscenze interpersonali o di scambi di favori di natura tutt'altro che artistica. Per questo motivo, e nella consapevolezza di cosa comporta questa mia posizione di fronte alla mafia colta del mondo dell'arte, dichiaro ancora una volta, come feci già nel 1967e nel 1984, "L'arte è semplicemente un'espressione dell'uomo. Altre pretese sono solo vanità". Del mondo dell'espressione artistica dell'essere umano, voi, signori proprietari del mercato dell'arte, non riuscirete mai a fare parte, non ne avete le qualità.

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Published by Seblie
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commenti

Iginia Bianchi 08/17/2009 23:10

Caro Max,hai perfettamente ragione,il valore degli artisti è regolato dai galleristi e dai mercanti d'arte.Già negli anni sessanta il mio professore di storia dell'arte,per farci capire il commercio nell'arte,ci chiedeva:Comprereste mai un dentrificio con un nome sconosciuto?Certamente no ,perché non vi fidereste.Così nello stesso modo l'individuo compera soltanto le opere di autori che sono stati reclamizzati dai loro galleristi.Per fortuna nostra,però, ci sono anche persone sensibili che sanno giudicare da sole.Iginia

Patry 07/29/2009 12:45

Carlo Volpicella
Maestro voglio cambiare il mio modo di comunicare Arte e mi piace il tuo dire GLI ARTISTI SIAMO NOI,ovvero siamo noi coloro che soffrono e che rischiano!Questo me lo ha fatto capire Seblie con il suo modo di comunicare e stare fra gli Altri e di non demandare mai più a nessuno ma condividere questo SI!Voglio lavorare a ROVESCIARE la stupidità di chi non vuol capire e ci riuscirò anzi ci sto riuscendo!Maxs Felinfer
grazie Carlo è ora di smetterla di rendere culto a questi personaggi che trattano il nostro lavoro come se fosse verdura, concime o qualche merce del genere. En realtà dell'arte come evento della sensibilità umana, sociale, non hanno idea cosa sia, perche sono solo mercenari.Angelo Gabrielli
ed ecco che maxs mi è incazzato un'altra volta. buon segno. heheAnnalisa Piergallini
hai ragione maxs è ora che ci prendiamo quello che è nostro non hanno nessun diritto di prendersi anche i nostri luccicanti cuori, ne accumulano a tonnellate e ne ricacano nulla
Maxs Felinfer
La cosa peggiore è che non sanno cosa fare di nostri cuori, sfuge a la loro natura, il loro ciaccalaggio e sterile, impotente, manca del gusto di godere con le carcaze.Carlos Sanchez
Col suo permesso Maxs, se fossimo nel Peru, con i nostri cuori farebbero "anticuchos".I mercantili di schiavi non si sono estinti, perché ci sono troppi compratori di schiavi.Vivere in questo mondo è essere cosciente di questo fenomeno.Nuotare contro corrente è faticoso, ma è l’unica cosa che ha “un senso ed una speranza.”.È difficile immaginare un mondo migliore; e la voglia di scendersi di questo sono sempre molto grandi. Il potere sta, come sempre, in altre mani e sicuramente Nostro Signore. si è stancato di tanta ispirazione e ci ha lasciato nella merda. Lo dico, ancora sapendo che in lui non credoMaxs Felinfer
La cosa più terribile mio amico e poeta, don Carlos Sanchez, non è che i mercanti di schiavi non si siano estinti, ma che ci siano tante persone disposte ad essere schiave, probabilmente nella ricerca di una libertà che ha perso la vera natura, fra le promesse di calde veline. Balla, balla danzatrice Salomè, che la tua danza sarà coronata con la testa di colui che sorregge con fermezza il telecomando. E anche tù, artista, poeta, letterato, perderai la testa. L'unico signore che conosco e il verbo, la parola, la verità sincera, senza tornaconto, quella che nel mio caso chiamai Seblie.






Seblie 07/30/2009 15:43


Carlos Sanchez Caro Maxs: perdere la testa non mi sembra così grave. Lei a volta é il nostro ostacolo. La testa è sola una parte di noi, comunemente ottusa. Sono contento che tu abbia trovato un
verbo, io ho avuto sempre difficoltà con le coniugazioni e con la verità. Mi hanno raccontato tante diverse... Maxs Felinfer La verit... Visualizza altroà, quella che ci inventiamo, per quanto
variabile sia, è un punto di riferimento sul quale ognuno di noi costruisce progetti, facendo leva su di essa, che ci permettano di dare un senso all'esistenza. Se invece Don Carlos, Lei vuole
polemizzare su questo fatto relativo, possiamo lanciarci a catapulta tutta la filosofia del 1800 e 1900, ma non dimentichi che non habbiamo più tutto quel tempo da perdere. Inoltre nel suseguirsi
di questo imbroglio si capisce chiaramente che il nemico è un'altro. Angelo GabrielliCaro Maxs, la tua verit... Visualizza altroà somiglia molto alla fede, e questa può anche bastare se abbiamo
bisogno di punti di rifermento per costruire progetti che diano un senso all'estenza. Se tutto ciò in cui crediamo è vero abbiamo due possibilità. O siamo terribilmente fortunati, oppure qualche
volta ci inganniamo... nell'uno e nell'altro caso non è ncessario scomodare il verbo, la soggettività dell'artista basta a sé stessa. A volte nella nostra epoca, l'artista non è esente da
reponsabilità per le irriverenti e dolorose grigliate di anticuchos. Sarebbe stato molto arduo, ad esempio imbarcare in un mercantile di schiavi, qualsiasi eteronimo di Pessoa... Nessun assessore
alla cultura che volesse commemorare San Giacomo della Marca, ci sarebbe riuscito Maxs Felinfer Non fa una piega, solo che parlo di una propria verità, creata, variabili, che renda un pò più liberi
in un mondo di archetipi, se vogliamo tipo Papillon. Da un'altra parte tu mi conosci e solo a sentirla la parola fede, mi da più prurito che la chemioterapia.


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