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14 febbraio 2013 4 14 /02 /febbraio /2013 17:42

Opera di Maxs Felinfer - Olio su tela - 30 x 40 cm (Argentina 1975)

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Abbiamo osservato con assoluta superficialità come, di questi tempi, l’arte e la cultura si siano degradati fino a relegare il loro ruolo ad un intrattenimento vacuo e superficiale, con il consenso complice di chi doveva difendere la loro natura primaria. Quando facciamo riferimento a chi aveva il compito di tutelare l’integrità di tale importante aspetto della vita dell’uomo, non dobbiamo limitare la responsabilità a coloro che politicamente rivestono questa funzione, poiché loro, lo sappiamo già, sono interessati molto di più a un gioco personale di potere e redito proprio, piuttosto che all’ interesse di tutti. Dobbiamo coinvolgere in prima persona i diretti interessati che, incantati da fuochi d’artificio di effetto “stupefacente”, si sono disinteressati a quello che spettava loro per diritto. Resta da aggiungere che, a complicare ancora di più la storia, entra in gioco la contesa sulla domanda se la cultura sia di destra o di sinistra, come se dicessimo che Dio e juventino o interista, con l’intenzione di confondere ulteriormente le acque, volontariamente.
Quando si parla di cultura è indispensabile capire di cosa si tratta, giacché è facile fare confusione pensando che essa incarni un ruolo secondario, non indispensabile nella vita moderna e perciò è ora di apprendere che è stata, è e sarà la cultura a darci la consapevolezza che abbiamo del nostro tempo, della nostra società civile e di noi stessi.
E’ logico, in democrazia, che ognuno possa esprimersi a favore o contro la cultura dominante, giacché questa rappresenta una tendenza temporale che può, nell’ evolversi, dimostrarsi sbagliata o carente per le esigenze comuni. Per fare questo, però, serve prima conoscerla profondamente, viverci dentro, immergersi in essa. Ciò implica il cambiamento di una cultura per un’altra, non di una cultura per lo svuotamento della ricchezza interiore dell’individuo e della società tutta.
Ma, quando sentiamo l’ opinione che esprimono certi personaggi del mondo politico sulla cultura e i ragionamenti sui quali fondano il trattamento che ad essa riservano, dobbiamo ricordare la vicenda di Galileo Galilei. Questi signori, con tutta scioltezza, danno la loro opinione dando per scontato, anzi, senza nemmeno pensarci, che la terra è tonda e che gira in torno al sole, quindi senza tenere minimamente conto che questa affermazione costò al pensatore la libertà. E come questo ci sono qualche migliaia di altri esempi. Questa mancanza di responsabilità nel confronto dell’identità della comunità, alla quale devono la loro poltrona, non è concepibile, così come non è accettabile la manipolazione dell’opinione pubblica per confermare questo attacco ai beni più pregiati, l’arte e la cultura di un popolo.
Una società che dimentica gli interessi di coloro che la compongono, trasforma la vita comune in un travaglio inutile sia alla società che al singolo individuo.

 

di Maxs Felinfer - "Sensibilizzare l'uomo migliora la salute della società"

maxs@seblie.com

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14 febbraio 2013 4 14 /02 /febbraio /2013 17:28

Opera di Maxs Felinfer - Olio su tela - 40 x 50 cm (Germania 1982)

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Vediamo se per un attimo riusciamo a mettere le cose in una prospettiva diversa.
Smettiamo di proporre una visione compiuta su un certo argomento, anche perché una sola opinione risulta, alla fine, riduttiva nel confronto con l’opinione generalizzata che la gente ha della problematica affrontata.
Perciò mi è venuto in mente di partire da alcuni enunciati che poi possano venire completati dal lettore.
Ad esempio: se io dico che è totalmente fuori luogo che sia il corpo ecclesiastico a dettare le regole sulla famiglia quando tutti i componenti del suddetto corpo sono obbligatoriamente celibi e che le donne sono escluse dalla gerarchia ecclesiastica che prende le decisioni sulle regole di cui parliamo, questo ragionamento troverà subito tante persone che sono pro e tante altre che sono contro.
Se invece vi domandassi: “Portereste la vostra macchina a riparare dal fruttivendolo?”, “Vi fareste operare dal panettiere?”, “Lascereste i vostri bambini sotto la custodia di un conosciuto pedofilo mentre andate a lavorare?”, rispondereste senza esitare “NO!” ad ognuna delle domande e affermereste sicuramente che non siete degli imbecilli che si mettono nelle mani di persone che non hanno alcuna competenza in ogni materia.
Per quale motivo, dunque, accettate direttive che riguardano il vostro matrimonio da persone che con la loro condotta stanno negandone la validità, o perlomeno l’effetto positivo sulla vita dell’essere umano?
Se qualcuno ci dicesse: “siete degli imbecilli”, sono sicuro che avremmo una reazione poco amichevole. Ma se a trattarci da imbecilli è la Chiesa ci sta così bene che perfino ringraziamo e paghiamo pure per i servizi.

di Maxs Felinfer - "Sensibilizzare l'uomo migliora la salute della società"

maxs@seblie.com

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14 febbraio 2013 4 14 /02 /febbraio /2013 16:40

                                   Opera di Maxs Felinfer - Olio su tela - 40 x 50 cm (Italia 2011)

abandonando il palazzo
                                                                                                                                     
Non so quanto tempo ci vorrà ancora per capire il vero andamento delle cose, il reale interesse che si nasconde dietro la facciata che ci si presenta come “la migliore realtà possibile”. Certo è che un giorno, magari modificati da una metamorfosi sconosciuta, abbandoneremo il palazzo per dirigerci altrove. Ci disinteresseremo della sua costosa protezione, dei suoi inganni travestiti da beni sociali, della sua mutabile bellezza e, nudi, a passo deciso, lasciando tutti i bagagli delle nostre effimere garanzie e superando la colpa di tradire la storia, ci incammineremo verso lo spazio aperto. Probabilmente lì non ci sarà una risposta, probabilmente sarà un ambito duro e difficile, ma in tanto il palazzo senza vita, senza di noi, comincerà a crollare. Magari ci scapperà un sorriso pensando quale sarà il tasso d’interesse o il valore dello “SPREAD”. 

di Maxs Felinfer

Maxs Felinfer - Sensibilizzare l'uomo migliora la salute della società

 

Anomala umanità
rinchiusa in un mondo
senza sbarre né cancelli
umanità che rimane confinata
solo per inerzia
o per paura
o semplice convenienza.
Ma basterà dare un passo
uno soltanto
per capire e per vedere
per tornare ad essere
uomini e donne
in cammino.

 

di Patricia Vena

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14 febbraio 2013 4 14 /02 /febbraio /2013 16:08

Opera di Maxs Felinfer - Olio su tela - 40 x 50 cm (Italia 2012)

piccolo cortile


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 

E’ così piccolo il cortile che fare arrivare l’aria implica un respiro molto profondo, a bocca aperta, aperta tanto quanto gli occhi che sembrerebbero vigilare l’arrivo del fluido vitale. Come pedone solitario di una scacchiera dove ormai nessuno gioca, sprofonda nella solitudine che genera la sua esistenza piccola, senza motivi. Ogni volta che guarda in alto, l’altezza dei muri lo schiaccia verso il basso, lo fa diventare sempre più piccolo, sempre più indifeso, come se il suo fosse un destino segnato. Al suo fianco, però, c’è una porta. In realtà Antonio, piccolo e insignificante ferroviere pensionato, ha sentito, mentre faceva il bagno, una sorta di esplosione. E’ uscito in cortile, ha guardato in alto, sul muro, ed ha visto le crepe che hanno fatto precipitare dei calcinaci. L’impatto sul pavimento di mattonelle blu ha sparso intonaco su tutta l’area del cortile. La vita di Antonio ha avuto un inatteso cambiamento, guardare in alto non sarà più come prima. Non ci sarà più quell’ansia disperata per respirare. Ormai guardare in alto, comporterà pensare anche ai calcinaci che potrebbero cadere.


Maxs Felinfer - Sensibilizzare l'uomo migliora la salute della società

maxs@seblie.com 

 

 

PICCOLO CORTILE

 

Questo piccolo
piccolo mondo
che ti schiaccia e ti contiene …
piccolo piccolo uomo
che respiri a rate
e che a rate vivi,
senza eccessi,
neanche d’aria …
tutto è così misurato
è così razionato
nella tua piccola piccola vita ...
non ti accorgi nemmeno
della via d’uscita,
che è lì, alle tue spalle,
ma tu non la vedi,
guardi in alto,
coglione,
come se potessi volare …

 

Patricia Vena

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14 febbraio 2013 4 14 /02 /febbraio /2013 16:00

Opera di Maxs Felinfer - Olio su tela - 60 x 90 cm (Italia 2012)

peso sociale

  

  

  

 

 

 

 

 

 

 

Serafino, robusto ma ormai di una certa età, non si cura di colui che è caduto ai suoi piedi, e nemmeno della donna che al suo fianco, sorregge come lui il peso. Lei è livida, ha un atteggiamento sofferente, probabilmente fra poco non reggerà più la pressione.
L’alto prelato stende la mano con il palmo aperto in segno di grande compassione. Il dito medio della sua mano destra, ignaro di cosa fa la sinistra, si stende. E’ tipico di queste situazioni limiti, che una certa dislessia prenda il sopravento, fa quello che dico e non quello che faccio, il regno dei cieli sarà per i poveri … scusate il vestiario e il tappeto, e pensate, nonostante ciò che vedete, che si tratterà sempre della volontà di Dio.
Poco più in là, seguendo un piano prospettico disegnato con cura, l’esattore delle tasse ricorda a tutti i doveri da compiere, anche questi dettati dall’alto.
Poi, nel dovuto susseguirsi delle cose, c’è chi si prende cura dell’osservanza dell’ordine che in questi casi è bene che ci sia, e come il dovere e il piacere molte volte si accavallano, il custode guarda con libidine l’operato del politico che afferra carne da stuprare, con il dovuto potere che le fu concesso con l’inganno del voto. Democrazia moderna più globalizzazione in un connubio anch’esso compassionevolmente compresso nello stesso contenitore della corruzione e il crimine.
Alcuni giacciono sull’erba in attesa che la natura, con una pietà vera, copra i loro resti.
I gatti, poi, osservano con un po’ di stupore e un po’ di sfiducia il groviglio umano, mantenendosi a una distanza prudenziale.

Le gerarchie superiori, cambiando il modo di sorreggere la propria parte di peso, con l’ambizione di salire nella scala sociale per avere così meno peso da agguantare e più aria da respirare, si mostrano meno sofferenti dei popolani.
Anche se le nuvole si disinteressano completamente di ciò che accade rivolgendosi altrove, il cielo è limpido e l’aria sembrerebbe pura.
L’ultimo stadio, però, quello più in alto, ci si presenta in modo raro, come se una metamorfosi gli avesse modificato l’aspetto. Non supportano peso alcuno, ma i gatti sanno, che c’è un ombra enorme che si avvicina e coprirà pure loro.
La terra, che regge tutto e tutti, comincia a cedere, lasciando una successione di spalti naturali che sembrano prepararsi per un grande spettacolo finale.

di Maxs Felinfer - Sensibilizzare l'uomo migliora la salute della società

maxs@seblie.com  

 

IL PESO SOCIALE

Lassù,
fiere e possenti,
nubi maestose
solcano il loro oceano impalpabile,
ignare delle umane vicende.
Quaggiù, in Terra,
noi,
poveri esseri svuotati,
diseredati dagli Dei,
che dopo averci creato
ci dimenticarono,
ci affanniamo
senza tregua né speranza
nell’impresa immane e assurda
di reggere ancora ciò che ci annienta.
Loro, le nubi, passano.
Qui la terra sprofonda
sotto il peso inutile e insopportabile
della nostra stupidità.
Tutt’intorno
gli scheletri di coloro che hanno capito.

di Patricia Vena

 

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13 febbraio 2013 3 13 /02 /febbraio /2013 15:59

 Opera di Maxs Felinfer - Olio su Tela - 100 x 120 cm (Italia 2012)

centro commerciale

  

  

  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’utero commerciale si innalza sul colle più alto. C’è questa urgenza irrazionale di rifugiarci al suo interno, essere accolti dal suo clima perfetto e le sue promesse sempre rinnovate, nascere ancora, diventare nuovo, potente, con il portafoglio in mano e la coscienza nel fondo della tasca insieme a vecchi scontrini illeggibili. Correre verso la calda ferita delle sue porte aperte che ti ricevono come le prostitute fanno fino a quando tu e il tuo portafoglio vi sarete svuotati. Correre, correre, poiché anche senza sapere dove stai andando devi entrare per primo. Sguazzare nelle scaffalature infinite di merce, sgomitare con gli altri per ottenere il prodotto migliore, quello uguale ad altri mille che aspettano in magazzino, riempire i carrelli anche quando si è arrivato lì per comprare solo il pane. Che importa se il mondo sotto i tuoi piedi geme, si spacca in profonde ferite incolmabili, viene percorso da fiumi d’immondizia, è coperto da montagne di buste di plastica e muore giorno dopo giorno? Tanto stiamo già studiando la possibilità di trovare altri mondi da abitare.
Sei convinto che ci sarà un posto anche per te in questo nuovo mondo?

di Maxs Felinfer - Sensibilizzare l'uomo migliora la salute della società

maxs@seblie.com 

 

 

SHOPPING CENTER          

                                                         

E mentre questo mondo
ferito a morte
continua a sgretolarsi,                 
un’umanità indifferente                                            
si affretta ad entrare    
in quell’altro mondo
fatto di neon e plastica,              
di vetro e altoparlanti,
di carta luccicante                          
e involucri da buttare.
Umanità sfrenata,                         
lanciata in una corsa ad ostacoli               
per acquistare                                                
consumare                                                                      
rosicchiare                        
addentare                                                        
inghiottire                                                        
e svuotare,                                                                      
tasche e scaffali,                                                            
addormentando il cervello
e soffocando i sentimenti,
nell’ardua lotta
per avere ciò che non le serve.

di Patricia Vena

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13 febbraio 2013 3 13 /02 /febbraio /2013 15:55

Opera di Maxs Felinfer - Olio su tela - 100 x 120 cm (Italia 2012)

caduta del telo

  

  

  

  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ha fatto sempre parte della nostra natura rifugiarci in quelle alternative con le quali l’ambiente ci prometteva garanzie di benessere, una specie di conscio ritorno all’utero materno. Ma, oggi che le promesse sono inventate a misura d’uomo lobotomizzato, basterà che la realtà venga grossolanamente dipinta con un felice futuro e il gioco sarà fatto. Attenzione però, quando i chiodi che fissano il fragile drappo cedono, si finisce nelle crepe del mondo reale, crepe che ci sono sempre state, anche se le abbiamo ignorate.
Si può accettare che la vita finisca, o che i dolori ci prendano di mira, ma che la vita ci sia sfuggita senza accorgerci che eravamo aggrappati alla scenografia di un'opera appositamente creata per narcotizzarci mi sembra toppo.
Sta suonando la sveglia, è ora di alzarci.

di Maxs Felinfer - Sensibilizzare l'uomo migliora la salute della società

maxs@seblie.com 

 

 

L’ILLUSIONE


Aggráppati, se vuoi,
fino a strapparti le unghie,
e lacerarti la carne.
Chiudi gli occhi,
stringi le palpebre,
per non vedere …
Non ti servirà.
La realtà ti aspetta,
è paziente,
ha tutto il tempo,
lei è lì,
con la bocca aperta,
le ferite sanguinanti,
l’odore malsano,
e ti attende …
Tanto vale guardarla ora
e imparare a combatterla,
e così, durante la lotta,
riuscire a vedere ciò che di bello,
di pulito,
di dolce,
ci nasconde.

di Patricia Vena

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13 febbraio 2013 3 13 /02 /febbraio /2013 15:50

Uscendo dai blocchi - Opera di Maxs Felinfer - Olio su tela - 40 x 50 cm (Italia 2012)

uscendo dai blocchi

  

  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Quanta forza, quanta convinzione, quanta noncuranza di se stessi serve per uscire dall'interno di un blocco di pietra, per non esserne intrappolati, per non sentirsi asfissiare, lì dentro. Frantumarla, la pietra, a forza di far sanguinare le mani, di sentire il sudore entrare negli occhi, la polvere riempire la bocca, asciugandola. Ma la decisione è più forte, il prossimo allettante futuro è vicino, e così, con i gomiti, con i piedi, con le ginocchia, con la testa indolenzita e le unghie sanguinanti continuare il travaglio di questo difficile parto, senz'altro sforzo che il nostro.
I resti vengono abbandonati, lì, per terra, la pietra non ha le braccia di una madre che ci accolgono dopo tale dura avventura.
Poi, nella libertà conquistata, correre verso il centro commerciale, comprare, godere, pagare, comprare, consumare, pagare, riempirsi di debiti, di inutili oggetti, di plastica, d'immondizia da buttare e pagare per buttarla... ma ora siamo liberi di farlo, fino a quando non ci troveremo in un altro blocco, invisibile, dal quale non potremo più uscire con la forza delle nostre mani.

Forse, lungo la storia, abbiamo smarrito il manuale d'istruzioni per raggiungere la vera libertà.

di Maxs Felinfer - Sensibilizzare l'uomo migliora la salute della società

maxs@seblie.com 

 

USCENDO DAI BLOCCHI

Atroce sforzo
immane fatica
quella di liberarci
dalle invisibili catene
che con promesse e menzogne
ci tengono immobili,
nell’attesa di un mondo migliore
in cui potremo possedere
tutti gli oggetti
tutte le persone
tutto il denaro …
E intanto dobbiamo accettare
subire
sperare
tacere
desiderare
pagare.
Atroce sforzo
immane fatica
abbandonare l’inerzia
e provare uno scatto
magari anche un volo,
piccolo, senza esagerare,
che ci apra i polmoni,
e gli occhi,
e il cuore,
quel cuore addormentato,
che avevamo quasi dimenticato di avere.

di Patricia Vena

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13 febbraio 2013 3 13 /02 /febbraio /2013 15:45

Opera di Maxs Felinfer -Olio su tela - 60 x 80 cm (Italia 2012)

 cancello di frontiera

  

  

  

  

  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ai cancelli di frontiera si arriva attraversando paludi fangose e infette, immaginando altri mondi, magari solo dei miraggi, ma è la traversata quella che importa, poiché lacera, al tempo che fortifica, lo spirito nudo e innocente che veste la nostra umanità. Sono sempre lontani questi cancelli e la maggior parte delle volte si sbaglia rotta, dovendo ricominciare dall’ultimo bivio, con le gambe fredde e i piedi indolenziti, ma quando ce l’hai davanti, la frontiera, la riconosci, senti che il peso di tanta angoscia scivola e cade, lì, in quella linea immaginaria. E quelli mondi nuovi, inventati, miraggi o illusori che siano, sono dentro di te e si riflettono nello spazio riconquistato.
A volte la vita finisce per essere un gioco così interessante!

di Maxs Felinfer - Sensibilizzare l'uomo migliora la salute della società

maxs@seblie.com 

 

CANCELLO DI FRONTIERA

Va
spoglia
lenta
silenziosa …
verso il cancello,
e oltre,
verso quel luogo
disabitato e puro
tutto da inventare
che l’attende da sempre
immobile e perfetto,
solo per lei.

di Patricia Vena

 

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13 febbraio 2013 3 13 /02 /febbraio /2013 15:41

ADORAZIONE DEI MORTI - Opera di Maxs Felinfer - Olio su tela - 40 x 50 cm (Italia 2012)

  

adorazione dei morti

  

  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I morti sono perfetti, pieni di virtù, sacri. Arriva a tal punto questa idolatria che ci si dimentica perfino dei criminali morti per non oscurare la virtù dei defunti da adorare.
S'innalzano monumenti, templi, enormi mausolei in onore di questi benemeriti morti che non hanno sbagliato nulla, che hanno seguito la giusta via e tracciato l’autostrada della corretta morale del futuro.
Noi, condannati all'oblio, ci troviamo costretti a vivere sotto il loro ingombro o all'ombra umida e malaticcia dei loro monumenti, cattedrali o tombe funerarie, rimpicciolendo sempre di più il nostro ruolo umano.
Ho sempre ammirato i piccioni che, al di sopra di ogni sospetto di cattiva volontà, ridimensionano l’importanza di questi monumenti e di questi personaggi.

di Maxs Felinfer - Sensibilizzare l'uomo migliora la salute della società

maxs@seblie.com

 

ADORAZIONE DEI MORTI

Monumentale involucro vuoto
fatto di silenzi e di assenze
mondo morto e perfetto
senza colpe né rimorsi
senza gioie né desideri
abitato soltanto dal tempo
che non perdona.

di Patricia Vena

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