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27 gennaio 2013 7 27 /01 /gennaio /2013 17:46

Opera di Maxs Felinfer - Olio su tela - 40 x 50 cm (Italia 2012)

spingendo il muro

  

  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 Tanto tempo, lì, a spingere, a piegare l’impossibile, un obiettivo chiaro, visibile,forte,
degno di tutto il nostro sforzo. Con quanta convinzione ci si fa il callo mentale,
l’abitudine di essere lì a spingere con quella certezza ferrea che domani saremo
ancora lì a spingere, ed è bene avere qualche certezza per domani; alla fine diventa
una sorta di sindrome di Stoccolma con quel maledetto muro che non cede, che non
cederà mail e noi lì a spendere fino all’ultima goccia della nostra energia spingendo …
ma un giorno, quando il sole, come sempre, traccia la sua rotta e la natura si bagna
nella sua luce, si sente uno scricchiolio e poi un boato ed ecco qui il muro a terra, la
polvere che si alza, i calcinacci dappertutto e noi in mezzo, nel più profondo sconcerto.
Non era poi così sicuro che l’immobile muro avrebbe continuato a giustificarci la vita.
Perciò è bene avere sempre un’illusione, qualcosa che riempia perfino le lunghe
giornate
della vecchiaia.
Tra l’altro non dobbiamo mai affrontare una sfida senza sapere cosa stiamo facendo e
bisogna assicurarsi che il muro no sia stato messo lì da qualcuno che trae un qualche
profitto dalla nostra inconsapevolezza.
Attenti, se da qualche parte vedete un barattolo di vernice, potrebbe indicare che quella
realtà è soltanto un dipinto.
 di Maxs Felinfer - Sensibilizzare l'uomo migliora la salute della società 
 maxs@seblie.com 
 IL MURO 

Pietra su pietra,
mattone su mattone,
s’innalzano ovunque
i muri creati dagli uomini
per separarsi da altri uomini,
come se respirare la stessa aria
calpestare lo stesso suolo
potesse contaminare le loro idee
modificare le loro culture
mutare le loro storie.
Pietra dopo pietra
mattone dopo mattone
dobbiamo abbattere quei muri
dobbiamo aprire i varchi
passare dall’altra parte …
Dobbiamo rimescolarci
scambiarci
condividerci
nel tentativo di far nascere
una nuova, migliore,
umanità.

di Patricia Vena

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27 gennaio 2013 7 27 /01 /gennaio /2013 10:09

Opera di Maxs Felinfer - Olio su tela - 40 x 50 cm (Italia 2011)

cieco con quadro

  

  

  

 

 

 

 

 

 

 

Se siamo mutilati, trasformati da una metamorfosi incomprensibile ai nostri sensi comuni, la realtà ci si può facilmente presentare nella forma più rarefatta, spiegata perfino da chi non può vedere questa realtà, compiendo così l’intenzione perversa della manipolazione.
Nell’arte ciò è pane quotidiano. I critici, al servizio dei galleristi, dei commercianti d’arte, delle lobby degli “esperti” del settore, presentano agli ignari osservatori qualcosa che tutto è tranne che l’espressione di un vero artista.
L’opera d’arte deve somigliare sempre di più ad una banconota di alto prezzo, un investimento per i potenti ed un inganno infame per il piccolo acquirente.
Attenzione a questi ciechi, si muovono con grande scioltezza.

di Maxs Felinfer -

Sensibilizzare l'uomo migliora la salute della società

maxs@seblie.com 

 

I SOLITI MANIPOLATORI

Come decifrare
la complessa realtà
che ci raggiunge e ci annega?
Come comprendere
l’astratto mondo
che circonda le nostre piccole
e insignificanti vite?
Come evitare,
noi,
poveri ignari ingenui esseri,
che i manipolatori della conoscenza
e dell’informazione
deformino le nostre percezioni,
gestiscano i nostri sensi,
guidino i nostri passi
nei contorti e affascinanti percorsi
delle nostre storie?

di Patricia Vena

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27 gennaio 2013 7 27 /01 /gennaio /2013 10:05

palazzo della immondizia

  

  

  

  

  

  

 

 

 

 

 

 

C’è un che di bellezza nel gesto leggero di lasciar cadere un foglio dall’alto, che scende volteggiando e disegnando il suo percorso fino a terra.
Ma quando con la stessa leggerezza si lascia cadere il male, l’indifferenza, il menefreghismo, l’odio e tante altre umane porcherie, un senso di nausea ci assale e ci travolge.
Questo palazzo, chiamato “Il palazzo delle immondizie”, non puzza più di tanto, è probabile che ci si abitui fino a non rendercene più conto, ed è spazioso, sembra quasi che permetta di respirare, di muoverci in modo abituale, fino a quando l’operoso scarico che gli altri, quelli di sopra, effettuano, finisce per affogarci.
Poi, quando il malessere diventa insopportabile, cominciamo a prendercela con il vicino, affogato come noi, e inizia la guerra dei sommersi.

di Maxs Felinfer -

Sensibilizzare l'uomo migliora la salute della società

maxs@seblie.com 

 

 

IL PALAZZO DELL’IMMONDIZIA


L’azzurro dolce del cielo
e l’innocenza di quelle nuvole,
lassù,
non bastano …
Ci vorrebbe di più,
molto di più,
più candore
e dolcezza,
qualcosa di delicato,
ma anche tanto coraggio
e una dose di vergogna,
per coprire la sporcizia,
occultare il sudiciume,
e spazzare via tutto il malaffare
che ci opprime e ci coinvolge
in un’assurda e grottesca guerra
tra i detriti di una società
che sprofonda nel fango.

di Patricia Vena

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25 gennaio 2013 5 25 /01 /gennaio /2013 19:12

Opera di Maxs Felinfer - Olio su tela - 100 x 120 cm (Italia 2012)

democrazia-finanziariapic

  

  

  

  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Se vogliamo proprio dirlo, quanto è complicato il funzionamento del sistema “società di individui umani”!
Sì, è proprio complesso questo nostro sistema. Ma cosa lo rende così complesso? Se non ci fosse alla base del funzionamento un’assoluta inefficienza del singolo individuo che sostiene l’architettura del sistema non sarebbe cosi male come ci siamo organizzati.
Ma se poi c’è chi ha le tasche larghe e la morale molto flessibile e chi si trova con potere decisionale e pensa di poter usarlo a proprio beneficio e chi con cattiva intenzione coinvolge anche altri per far girare le cose in modo che li lascino un reddito, finisce per incepparsi la macchina sociale lasciando fuori dal cerchio molti soci , che guarda caso saranno sempre quelli più deboli.
Il conto è semplice: per ognuno che mangia per dieci, ci saranno dieci ad alzarsi da tavola senza mangiare. Poi, se quelli che mangiano devono dar da mangiare ad altri dieci che coprano le loro malefatte mentre loro e le loro famiglie mangiano, e questi altri dieci porteranno le loro famiglie, aumenteranno quelli che si alzano da tavola con la fame. Alla fine serviranno tanti altri che proteggano tutti questi che davanti agli occhi spalancati degli affamati portano a tavola pure i loro cani.
Per far sì che la politica del silenzio e della sottomissione funzioni basterà passare tutti coloro che devono restare sotto, nella macchina squadratrice. Tanta televisione, molta paura dell’economia e delle botte, niente giustizia in modo di farli sentire senza alcuna protezione, ma con molte promesse di un futuro tipo “Dynasty”.
Ricetta per una democrazia funzionante: collocare segnaletica di circolazione in tutti e due i sensi, mettere segnali di divieto nelle aree permesse, dare messaggi ambigui sull’andamento dell’economia,mettere a vista di tutti come qualcuno può rubare dal tuo portafoglio mentre tu ti stai zitto, centralizzare l’informazione sulla cronaca nera e sui disastri naturali che infondano incertezza, dare carta bianca alle banche, far notare a tutti che è legale che la legge non sia uguale per tutti. Così facendo, l’individuo diventa qualcosa di molto simile ad un quadrato, facile da accomodare e da disporre come meglio sia conveniente. Nello stesso tempo, avendo questa forma, occupa meno spazio e il giardino dei signori può essere più spazioso.

de Maxs Felinfer -

Sensibilizzare l'uomo migliora la salute della società

maxs@seblie.com

 

DEMOCRAZIA FINANZIARIA

Ci sono incubi che non te ne accorgi,
pericoli che non percepisci,
ci sono canti di sirene
che sembrano innocue sinfonie.
Ci sono parole che mettono paura
e silenzi che nascondono
e immagini che non mostrano.
Ci sono inganni
che si travestono da verità,
e ci sono delle realtà
che nessuno può vedere.
C’è una giostra
un’altalena
un circo
un video game,
e dentro ci sono io
e tu insieme a me.

 

di Patricia Vena

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25 gennaio 2013 5 25 /01 /gennaio /2013 18:31

Opera di Maxs Felinfer - Olio su tela - 40 x 60 cm (Italia 2011)

riflettendo

  

  

  

  

  

  

  

  

  

 

 

 

 


Tutto sembra fluire ma nulla si muove, esterno e interno raccontano storie diverse anche se uno sguardo acuto ci direbbe che si tratta delle stesse cose, dello stesso tempo, e che tutto ciò è stato aggiustato per apparire come ambiti differenti.


Allestita con tanta accuratezza la finestra incorniciata del fondo indebolisce la scarsa protezione che la sala potrebbe offrire.
Il personaggio è cosi legato ai suoi pochi fogli di carta sul tavolo che più che guardarli crea tutta l’impressione di essere in un rapporto ipnotico con essi.
Le lampade del tetto, spente, al cospetto di tanta luce che invade la sala, sembrerebbero rinforzare ancora di più il concetto d’inutilità dell’esistenza di esse.
E il quadro, quello vero, irreale quanto l’atmosfera dell’ambiente, ha lasciato cadere qualche sasso sul tavolo, interrompendo sicuramente la riflessione.

di Maxs Felinfer - Sensibilizzare l'uomo migliora la salute della società

maxs@seblie.com  

 

 

RIFLETTENDO

Luogo di solitudine e di angosce,
di dubbi e di paure,
luogo di silenzi interminabili
pieno di pensieri privi di parole.
Strana prigionia
costellata di finestre
e inondata di luce,
strano confine
tra il fuori e il dentro.
In tempi rarefatti
tutto è incerto.

di Patricia Vena

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25 gennaio 2013 5 25 /01 /gennaio /2013 18:28

Opera di Maxs Felinfer - Olio su tela - 90 x 115 cm (Argentina 1984)

  PARADISO

  

  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Poggiato sulle fragili colonne della sua storia, questo nostro mondo sorregge appena il peso del nostro modello vittoriano di stupidità.
Nelle fauci del sicuro “purgatorio” riposano le navi e gli scheletri di navi delle nostre eroiche antiche traversate che ci avrebbero portato alla conquista di un grande futuro, le ruote che avrebbero dato il salto di qualità alla nostra condizione di esseri superiori … ma un cieco ritardato che legge l’ultimo libro sembra attendere la fine sicura di questa infantile avventura. L’apprendista monaco, che si trova dietro al suo maestro, sembra accorgersi del tremolio della terra.
Per il resto tutto mantiene la posa per una perfetta e benaugurante cartolina.

di Maxs Felinfer - Sensibilizzare l'uomo migliora la salute della società

maxs@seblie.com 

 

IL PARADISO

Traballante e bugiardo
questo mondo senza futuro
continua a ignorare il nulla,
l’arido deserto che lo attende.
Non c’è altro tempo che questo
istante congelato di una civiltà che scompare.

di Patricia Vena

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25 gennaio 2013 5 25 /01 /gennaio /2013 18:25

Opera di Maxs Felinfer - Olio su tela - 60 x 90 cm (Italia 2012)

crittica al crittico

  

  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Di solito la critica al critico la fa l’artista. Per motivi diversi: perché non è stato favorito dal critico, perché il critico aveva pretese economiche troppo esigenti, perché il critico richiedeva dall’artista dei favori nel piano più intimo e personale e l’artista non se la sentiva di concedersi, oppure semplicemente perché l’artista non ha nemmeno avuto accesso al critico.
Molte altre volte, però, si tratta di un'incongruenza fra gli interessi, la ricerca, il lavoro, gli ideali dell’artista e un prosaico obbiettivo del critico. Ma tutto ciò è quasi insignificante di fronte alla parodia dei ciechi che osservano la mostra con a capo il critico che spiega loro il senso dell'opera, poiché è lì che il critico concorre nella colpa della cecità dei ciechi.
Ad una sensibilizzazione scarsa nel campo educativo, impegnato ad informare senza formare l’individuo, se somma il critico che li conduce come pecore verso il suo interesse, indicando loro che la bellezza si trova nella galleria che dà a lui la percentuale, mentre l’artista finisce per osservare la scena rifugiato nel buco della propria angoscia.
Più il critico si fa potente e meno è possibile controbattere la sua posizione, facendo così che il cerchio viziato coinvolga le gallerie più importanti in modo di svegliare ancor più l’interesse degli ignari artisti che penseranno al critico come alla giusta via.
Così l’arte, come testimonianza del proprio tempo, rimane eclissata da questi commercianti senza scrupoli. Resta, infine, osservare che, né l’artista né il critico, si riflettono sul lucido pavimento.

di Maxs Felinfer - Sensibilizzare l'uomo migliora la salute della società

maxs@seblie.com .

 

CRITICA

Ipocrisia di un mondo finto
dove chi crede di vedere
è incapace di sentire
e trascina nel suo delirio onnipotente
coloro che,
non vedendo,
sono preda della propria avidità
di apparire,
di esserci,
di sembrare ciò che non sono.

di Patricia Vena

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25 gennaio 2013 5 25 /01 /gennaio /2013 18:23

Opera di Maxs Felinfer - Olio su tela - 120 x 180 cm (Argentina 1984)

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I POTERI

Per quanto ingarbugliata sia la matassa, il filo è sempre uno solo, perciò seguite sempre il filo che alla fine troverete il capo e la coda.
I poteri, tutti i poteri, di qualsiasi natura essi siano, hanno l’abitudine di complicare il più possibile la matassa per fare in modo che sia complicato seguire il filo. Perciò uno comanda l’altro e questo un altro ancora e così via, per fare in modo che la faccia visibile sia quella del nostro vicino, con il quale scoppierà una rissa già contemplata nell’ordine generale.
In questo modo saremo sempre noi, i disgraziati, ad essere i colpevoli del malessere. Gli altri non si vedono, nascosti dai monumenti, dalle alte cariche e dai legali. Tu sarai sempre esposto, con il sedere di fuori, in modo di non avere certezze né garanzie e sempre disponibile a fare le guerre, prendere manganellate, e pagare le tasse.
Mentre il ticchettio del contatore di vita continua ad andare sempre avanti, in te crescerà l’angoscia e finirai per accettare che il vero problema sei te stesso.

di Maxs Felinfer - "Sensibilizzare l'uomo migliora la salute della società"

maxs@seblie.com 

 

I POTERI

Possono acquistare tante forme
possono sembrare ogni cosa
possono offrirti paradisi
inferni e purgatori,
su misura secondo le necessità.
Potresti credere che sono lì per te
a proteggerti e difendere,
potresti affidarti a loro,
potresti abbandonarti nei loro grembi.
Sarà allora che ti perderai,
e sarà arduo ritrovare la strada,
loro sono ovunque
sono chiunque,
sono me e sono te,
sono gli abiti che indossi
il tuo programma preferito in TV
la tua marca di sigarette
e il panino che mangi nel fast food.
La via del ritorno non è facile,
è piena di rinunce e di dolori,
ma possiamo percorrerla
e alla fine,
troveremo dei vecchi amici:
noi stessi.

di Patricia Vena

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25 gennaio 2013 5 25 /01 /gennaio /2013 18:20

Opera di Maxs Felinfer - Olio su tela - 70 X 100 cm (Argentina 1982)

3682coro

  

  

  

  

  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Con il canto si fa volare l’uccello, con il volo dell’uccello si alza la vista, con gli occhi aperti si vede il cielo in tutta la sua grandezza.


Un coro è una cosa bella per la magia con la quale fonde le persone in qualcosa di più grande di loro, più leggero, più libero e più potente. Ma è il canto quello che ci eleva poiché tutto il resto, il peso della nostra storia, le barriere dei nostri preconcetti, le limitazioni delle nostre paure, finiscono per rinchiuderci in un carcere all’interno del quale resta solo la nostra angoscia.
Fare arte è come acquistare l’energia necessaria per essere migliori, e per trasmettere l’allegria di essere parte del grande coro.

di Maxs Felinfer - "Sensibilizzare l'uomo migliora la salute della società"

maxs@seblie.com  

 

IL CORO

E quella tempesta che incombe
e quegli alberi muti
e l’immobilità delle mura
che noi stessi costruiamo
con la nostra mente
coi nostri muscoli atrofizzati
col nostro sangue
inutilmente versato
fino a costringerci dentro.
Inesorabile
irrimediabile
insopportabile
chiusura di sé.

di Patricia Vena

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25 gennaio 2013 5 25 /01 /gennaio /2013 10:19

Opera di Maxs Felinfer - Olio su tela - 40 x 60 cm - Argentina (1978)

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Fermate questa giostra! E ora di finirla con l’eterna storia delle cose fatte perché la volontà popolare lo richiede. E’ ora di scendere. E’ ora di cominciare a chiamare le cose con il loro vero nome. Televisione fatta a misura degli utenti, ci vogliono far credere. Giornali scritti per consumatori omogeneizzati, tipo latte a lunga conservazione che non sa di latte, che consumano notizie omogeneizzate. Riviste stracolme di banalità su gente VIP che salta di letto in letto o che detta moda su una passerella davanti ad un pubblico con stipendi per sole tre settimane. Programmi dove chi ha più cause e processi in corso ha più cose da dire e per tanto più spazio a disposizione. Telegiornali senza via d’uscita poiché composti dal sessanta per cento di cronaca nera, venti per cento de politici che fanno la loro campagna elettorale e veline che annunciano i loro nuovi show e, con molta fortuna, di un dieci per cento, si, un dieci per cento d’informazione utile all’utente. Il resto e composto da testata, saluti e pubblicità più o meno occulta.
Fermate la giostra, gli spazi “informativi” devono essere al servizio “dell’interesse generale”, per la gente, per la volontà popolare sulla quale tanto si fa leva quando si vendono la televisione, i giornali, le riviste, e tutto il resto. Ricordiamoci: tutto ciò è pagato in gran parte dal popolo, si, pagato con denaro, con tempo, sforzo, sacrificio, tramite sovvenzioni statali che potrebbero, invece, essere destinate ad altre priorità (l’educazioni dei nostri figli, la sanità per dirne alcune). Basta di guardare “l’audience” per decidere cosa passare in TV, cosa scrivere sui giornali; provate ad abituare la gente alle cose che le giovano invece d’insistere nell’inganno con cui la imboccate come a tacchini per i vostri interessi. Qualcuno ha fatto la prova di portare avanti un programma di analisi dell’interesse popolare a partire dalle scuole, dalle fabbriche, dai servizi pubblici in modo di capire quali sono le cose che preoccupano le persone, di cosa vorrebbero sentir parlare, quali problematiche affrontare con il contributo di chi opera in ogni settore? Avete provato qualche volta a consultare le moltitudini per individuare i veri bisogni dell’uomo attuale? E’ ora di finirla con l'informazione omologata al servizio della politica o dell’economia o, peggio ancora, i principi faziosi di certe elite. E’ ora di domandarsi cosa fare, dubitare, se necessario, sulla strada da intraprendere e ripartire con una alternativa a questo sistema che si è rivelato fallimentare.
Fermate questa giostra! Presto sarà fuori controllo.

di Maxs Felinfer - "Sensibilizzare l'uomo migliora la salute della società"

maxs@seblie.com 

 

CITTA'

Tristezza di una città qualunque
tanto in fondo sono tutte uguali
anonimi agglomerati urbani
feriti da strade grigie e opache
attraversati da fili
che non connettono nessuno
e avvolti nella nebbia perenne
della solitudine e del silenzio.

di Patricia Vena


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