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21 gennaio 2013 1 21 /01 /gennaio /2013 18:44

Opera di Maxs Felinfer - Olio su tela - 70 x 100 cm (Argentina 1984)

1484ASSU

  

  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ognuno per conto suo, separati fisica e mentalmente, come se la terra si fosse screpolata creando milioni di isolotti dove tutti, separatamente, regnano sul proprio solitario egoismo. In questo modo, perfino il più intelligente e socievole degli individui vede impossibilitata la sua intenzione di sommarsi agli altri per fare forza comune. Ci si sente e di fatto si diventa, così, più deboli.
Come se non bastasse, le antenne che sovrastano il paesaggio, diffondono il messaggio che la fortuna e la felicità si raggiungono in concorrenza con l’altro, contro l’altro, poiché si deve avere l’isolotto più grande e più bello ed esibirlo affinché tutti notino la nostra bravura. Poi, quando il nostro piccolo regno di cartone viene attaccato da chi veramente ha interessi che la cosa vada in questo modo siamo soli, deboli e indifesi. Voi che avete l’isolotto più grande, non pensiate di essere salvi, poiché quando arriverà il vostro momento noi ormai saremo stati defenestrati e nessuno verrà ad aiutarvi.
Una voce non viene presa in considerazione, ma ricordatevi che siamo in tanti e se urliamo tutti insieme il mondo tremerà, e in confronto, il terremoto più forte, sarà come il volo di una farfalla.

di Maxs Felinfer - "Sensibilizzare l'uomo migliora la salute della società"

maxs@seblie.com

MENZOGNE

Perfetto in apparenza
immobile e impossibile
sconnesso
inutile mondo
tutto luce e verde
tutto nuvole bianche
e dolci ruscelli
tutto menzogna
e false promesse
niente di nuovo
la solita storia.

di Patricia Vena

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21 gennaio 2013 1 21 /01 /gennaio /2013 18:33

Opera di Maxs Felinfer - Olio su tela - 40 x 60 cm (Argentina 1978)

COSMO

  

  

  

  

  

 

 

 

 

 

Bene, oggi voglio dedicare il mio articolo ad un miracolo. Sì, un miracolo o qualcosa del genere. Non vi sembra proprio superlativo essere qui, a scambiare delle idee, ad esprimere i nostri pensieri, nonostante la nostra effimera dimensione in confronto all’universo in cui viviamo? Quante volte alzando gli occhi e penetrando con lo sguardo l’immensità dello spazio circostante ci siamo domandati: “ma quanto sono piccoletto?”. Credo che tutte le risposte che ci siamo dati siano state, per quanto sproporzionate, molto generose. Se il più piccolo microbo che naviga nelle costellazioni del nostro corpo, fosse riportato alla stessa scala con cui noi ci rapportiamo all’universo, al nostro fianco ci risulterebbe più alto dell’Everest. Ecco da dove nasce il delirio d’onnipotenza dei nostri politici: loro si fermano al fatto di sentirsi più grandi del microbo (se almeno fossero più intelligenti!).
Tornando al miracolo di essere qui, malgrado essere degli infinitamente piccoli microbi dell’universo, possiamo dire di avere la capacità di comprendere e stupirci della grandiosità del mega spettacolo in atto. Be’, non tutti, alcuni sono dei politici e sono più legati ai microbi che all’enorme danza di pianeti e stelle che dipingono di meraviglia l’universo.
Voi dirette che ce l’ho con i politici, sì, ce l’ho con loro perché nello sfrenato desiderio di fagocitare tutta la ricchezza possibile per loro, non pensano nemmeno al danno ben più grande che causano vendendo la nostra libertà a chi poi si prende tutto e ci fa regredire all’età degli schiavi, e questa volta lo saremo tutti. Popolo sovrano, lo schiavista questa volta non è un uomo in carne ed ossa con la frusta in mano, sono società finanziarie votate solo al profitto. Non producono niente, oltre il dolore e la miseria.
Bene, voi mi domanderete che c’entra il miracolo e la nostra piccolissima dimensione. C’entra, c’entra, abbiamo parlato di microbi, bene, quando ce ne becchiamo uno potente, finiamo al letto e se non abbiamo cura possiamo finire in una bara.
Ok signori, piccoli microbi di questa società, è ora di mandare al letto i poteri che ci stanno schiacciando.

di Maxs Felinfer - "Sensibilizzare l'uomo migliora la salute della società"

maxs@seblie.com

MONDO

Navigare senza rotta

nell’immensità silenziosa,
galleggiare dolcemente
senza fretta né traguardo,
così,
per il solo piacere
di lasciarsi andare.

di Patricia Vena


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19 gennaio 2013 6 19 /01 /gennaio /2013 19:51

Opera di Maxs Felinfer - Olio su tela - 70 x 100 cm (USA 1981)

53-81circo

  

  

  

  

  

  

  

 

 

 

 

 

 

Tanta scenografia, troppa per fare qualche capitombolo, pensa il trasandato pagliaccio, si continua a ingannare la gente con la parte meno importante dello spettacolo. La stessa cosa pensa, sicuramente, il presidente uruguaiano Jose’ Mujica, soprannominato “il presidente più povero del mondo”: Jose' Mujica è il primo presidente a donare il 90% del suo salario in beneficenza. Ha 77 anni, è un uomo della ex sinistra rivoluzionaria, vive in un vecchio casale di campagna e a completare i suoi possedimenti uno storico maggiolino e un cane con tre zampe.
“Mi chiamano il presidente povero, poveri sono coloro che lavorano cercando di sostenere uno stile di vita costoso. E’una questione di libertà. Se non si dispone di molti beni allora non c'è bisogno di lavorare per tutta la vita come uno schiavo per sostenerli, e si ha più tempo per se stessi”...
Oltre al fatto che i nostri giornali queste cose non ce le fanno sapere, mi chiedo: ai nostri politici, che sanno sicuramente cosa succede in Uruguay, non cade la faccia dalla vergogna?. Be’, in realtà no, basta vederli, ce l’hanno legata con filo di ferro. VERGOGNATEVI!!!!

Personalmente, signor Jose’ Mujica, voglio ringraziarla, per ridarci con il suo esempio un lume di speranza, che ancora qualcosa è possibile. In nome di tutti gli uomini onesti e di buona volontà, GRAZIE.

di Maxs Felinfer - "Sensibilizzare l'uomo migliora la salute della società"

maxs@seblie.com

 

PAGLIACCIO

Povero pagliaccio
chissà quanto ti senti solo
in mezzo a così tanta superficialità.
Povero pagliaccio
chissà quanto ti senti inutile
se serve tutto questo
per far ridere qualcuno.

Quante volte
con quattro salti e una piroetta
hai dipinto sorrisi nei bambini,
e anche qualche lacrima.
Ora sei solo
in mezzo alla scena
che farebbe volentieri a meno di te,
bastano le luci,
i suoni, le illusioni,
ad appagare il pubblico.

Ora lo spettacolo
è dato dalla forma
e non dalla sostanza.
Come sempre
il palcoscenico copia la vita.

di Patricia Vena

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19 gennaio 2013 6 19 /01 /gennaio /2013 19:48

Opera di Maxs Felinfer - Olio su tela - 50 x 70 cm (Brasile 1983)

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Per recuperare gli spazi persi, spazi che ci sono stati rubati, sarà necessario partorire colombe. Idee che volino via, che abbiano altri interessi, che non possano essere ingabbiate dalle normative con le quali hanno rubato lo spazio ai poveri. Furto di libertà che, però, non vale per i potenti, che possono attraversare le frontiere con le valigie diplomatiche, che hanno già pronti i paradisi senza controlli né barriere.
Partorire colombe che non tornino indietro, che portino altrove la nostra umanità martoriata dalle “guerre-affari”, dai soldi destinati a salvare le banche, dagli stipendi di politici e dirigenti che ammazzano le colombe di ogni bambino che si sveglia di un pianto di freddo per vivere un pianto di fame. Hanno ammazzato anche le colombe dei vecchi, che le misero a volare con il sudore versato per costruire questo benedetto paese… e voi, ipocriti, chiedete ancora sacrificio, mentre comprate per il vostro cane degli alimenti che molta gente no si può permettere per i figli.
Partoriamo colombe che volino alto, dove questi signori che sguazzano nella melma della propria condizione non possano arrivare.

di Maxs Felinfer - "Sensibilizzare l'uomo migliora la salute della società"

maxs@seblie.com

PARTORIRE COLOMBE

Partorirai colombe quando il tempo nuovo arriverà.
Partorirai colombe quando tutto rinascerà.
Partorirai colombe quando ci sarà il cambiamento
e il mondo girerà all’incontrario
e tutti avranno il pane e l’acqua
il tetto e la scuola, il libro e la musica.
Quando ciò che ci fa piangere
e ciò che ci fa arrabbiare
sarà sconfitto e scomparso,
tu, Terra, partorirai colombe
e le libererai nel vento.

di Patricia Vena

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19 gennaio 2013 6 19 /01 /gennaio /2013 19:46
Opera di Maxs Felinfer - Olio su tela - 120 x 70 cm (Argentina 1988)
-NAVE
  
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Allontanandosi dalle coste, la barchetta porta con sé quel che restava dell’oro e gli ultimi bucanieri che abbandonano la terra ferma, le banche non sono più sicure, la gente non resiste più, devono dirigersi verso paradisi lontani, dove nessuno chieda loro rendiconto alcuno e ci siano ancora degli sprovveduti da sottomettere, tanto qui l’alta marea porterà via quel poco che rimane.
Gli uomini della barca sanno che la devastazione non ha rimedio, l’hanno provocata loro, perciò si apprestano a raggiungere il mare calmo. Qui, le onde sono così alte che ormai l’acqua comincia ad entrare dalle finestre e per quanto possiamo maledirli, per noi è tardi. Le malattie, la fame e la perdita della ragione faranno il resto.
Loro si apprestano ancora una volta a fare i signori distinti con il denaro rubato segnando tragicamente la vita dei bambini, il pianto delle madri e la fine di una società per la cui costruzione ci vollero sangue, dolore e tanto tempo, lungo la storia.
Fermate quella barca, va affondata, chiedendo poi scusa al mare per avere versato su di lui tanta porcheria.

di Maxs Felinfer - "Sensibilizzare l'uomo migliora la salute della società"

maxs@seblie.com

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19 gennaio 2013 6 19 /01 /gennaio /2013 19:43

Opera di Maxs Felinfer - Olio su tela - 60 x 80 cm (Brasile 1983)

an70-83

  

  

  

  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per tutti, anche per quelli esageratamente ingordi ed egoisti, arriva un giorno in cui si trovano con la morte nel letto, e, nell'impossibilità di portare con sé il bottino delle loro ruberie, dovranno rendersi conto di quanto inutile sia stato il loro sfrenato egoismo.
Probabilmente, arrivato il momento, un sorriso ricevuto come risposta ad un nostro disinteressato gesto, essendo molto leggero, lo si possa portare, e forse anche le cose donate con generosità a chi ne aveva bisogno, possano, nella loro leggerezza, accompagnarci nel viaggio. Può darsi che qualche ricordo nelle lacrime di una persona amata che resti nel molo ci saluti da lontano. Per il resto, quando si sta in disparte per un meritato riposo, si resta soli.
Il potere, la ricchezza, l’egoismo, la malvagità sono ingombranti e pesano troppo, e solo di una cosa potranno essere certi: qualcuno dormirà nel loro letto, altri spenderanno le loro ricchezze accumulate e, dimenticati, arriverà il momento in cui verranno ridotti per mettere nella loro tomba quelli che verranno dopo.
Auguri!!!

di Maxs Felinfer - "Sensibilizzare l'uomo migliora la salute della società"

maxs@seblie.com

UN GIORNO QUALSIASI

Arriverai un giorno qualsiasi,
non ti starò aspettando,
poiché sono sempre stata convinta
che da me non verrai mai.
Arriverai un giorno qualsiasi
e, come si conviene, mi sorprenderai,
avrò paura, forse urlerò,
dirò che ancora non è tempo
che ho qualcosa da fare,
ma, alla fine,
ce ne andremo insieme.
Spero solo di andarmene leggera.

di Patricia Vena

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19 gennaio 2013 6 19 /01 /gennaio /2013 19:40

Opera di Maxs Felinfer - Olio su tela - 60 x 80 cm (Argentina 1994)

donnaumbrello

  

  

  

  

  

  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(E’ caduto il governo? Sta per cadere? Quale governo? Quello che c’è, quello che c’era, quello che stanno per formare?
Comunque la caduta è così lunga che tutto è caduto e continua a cadere. Per fortuna restano le mura, sono forti e anche se molto vecchie ancora resistono. Fra queste mura c’è un passaggio verso lo spazio aperto, nel quale c’e una donna con un ombrello, sembra non accorgersi o non vuole sapere ciò che succede.
Il gioco con cui si divertono gli uomini dotti che dovrebbero condurre l’andamento del Paese, è una sorta di battibecco: “Tu mi hai offeso e io ti faccio cadere, tu sei colpevole e io te la faccio pagare, loro sono loro e noi siamo noi e non lasceremo che rubino quel che resta, altrimenti cosa ruberemo noi domani?”.
Credo che la donna con l’ombrello faccia bene ad estraniarsi, non vale la pena occuparsene. Per quanto serio sia il ruolo che vogliamo conferire ai nostri rappresentanti, dovremmo capire che si tratta solamente di un disinvolto modo che hanno questi personaggi di sentirsi importanti, oltre alla disonesta maniera di arricchirsi.
Noi in questa faccenda contiamo molto meno di uno zero a sinistra della virgola. Di questo passo, per noi semplici cittadini è molto probabile che presto piovano escrementi …
Ecco il motivo dell’ombrello.

di Maxs Felinfer - "Sensibilizzare l'uomo migliora la salute della società"

maxs@seblie.com

QUESTE QUATTRO MURA

Così,
nuda e sola,
tra queste quattro mura
che niente contengono,
sotto questo cielo
che m’ignora,
sono in piedi,
in attesa,
prendo precauzioni,
porto l’ombrello,
qualcuno potrebbe arrivare,
qualcosa potrebbe accadere,
oppure no,
attendo,
cos’altro fare?

di Patricia Vena

 


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19 gennaio 2013 6 19 /01 /gennaio /2013 19:33
 
Maxs Felinfer
MMXII
il Blog di Maxs Felinfer
Una società che dimentica gli interessi di coloro che la compongono, trasforma la vita comune in un travaglio inutile sia alla società che al singolo individuo.
 

1484ASSU

  

  

  

  

  

  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ognuno per conto suo, separati fisica e mentalmente, come se la terra si fosse screpolata creando milioni di isolotti dove tutti, separatamente, regnano sul proprio solitario egoismo. In questo modo, perfino il più intelligente e socievole degli individui vede impossibilitata la sua intenzione di sommarsi agli altri per fare forza comune. Ci si sente e di fatto si diventa, così, più deboli.
Come se non bastasse, le antenne che sovrastano il paesaggio, diffondono il messaggio che la fortuna e la felicità si raggiungono in concorrenza con l’altro, contro l’altro, poiché si deve avere l’isolotto più grande e più bello ed esibirlo affinché tutti notino la nostra bravura. Poi, quando il nostro piccolo regno di cartone viene attaccato da chi veramente ha interessi che la cosa vada in questo modo siamo soli, deboli e indifesi. Voi che avete l’isolotto più grande, non pensiate di essere salvi, poiché quando arriverà il vostro momento noi ormai saremo stati defenestrati e nessuno verrà ad aiutarvi.
Una voce non viene presa in considerazione, ma ricordatevi che siamo in tanti e se urliamo tutti insieme il mondo tremerà, e in confronto, il terremoto più forte, sarà come il volo di una farfalla.

di Maxs Felinfer - "Sensibilizzare l'uomo migliora la salute della società"

maxs@seblie.com

MENZOGNE

Perfetto in apparenza
immobile e impossibile
sconnesso
inutile mondo
tutto luce e verde
tutto nuvole bianche
e dolci ruscelli
tutto menzogna
e false promesse
niente di nuovo
la solita storia.

di Patricia Vena

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19 gennaio 2013 6 19 /01 /gennaio /2013 19:31

Opera di Maxs Felinfer - Olio su tela - 70 x 100 cm (Germania 1982)

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Abbiamo bisogno di uomini veri, questo è il momento di mostrare di quale pasta siamo fatti.
Un giorno, da qualche parte nel mondo, sotto le rovine di una chiesetta sul punto di crollare, in un luogo desertico, arido e ostile, con un sole accecante, un uomo, un uomo di Dio, suona la campana per chiamare qualche anima, anche se lì forse non ne è rimasta nessuna. Ma lui insiste ancora a suonare la campana. Quel giorno, nel suono vibrante che quel bronzo sparge nell’aria soffocante, Dio esiste, acquista a immagine e somiglianza di quell’uomo la sua dimensione, e in quelle quattro pietre traballanti nel deserto fonda la sua vera Chiesa.
Molte volte, mi viene alla mente questa storia quando sento una di quelle rare notizie che raccontano di un sindaco di un paesino che, con risorse insignificanti, rende servizi straordinari per la popolazione e sono convinto che, lì, la democrazia risorge.
Abbiamo bisogno di uomini veri, che, in ogni poltrona dei sontuosi palazzi dei poteri, siedano e siano in grado di riconoscere quale è il loro ruolo e di conseguenza il loro obbligo verso il compromesso preso e verso la gente che con il suo voto, gli ha onorati.
Infine voi, uomini di potere, non dimenticate mai che la dimensione del prete del deserto o il sindaco di paesino va raggiunta.
Tale dimensione ha molto più valore della macchina nuova che comprerete con i soldi rubati dall’ospedale, dove un bambino muore per mancanza delle risorse necessarie per le sue cure.
Ricordate, inoltre, che la vostra vita vale molto meno di quella persa.

di Maxs Felinfer - "Sensibilizzare l'uomo migliora la salute della società"

maxs@seblie.com

 

 

LA CAMPANA

Suona, suona la tua campana
dì la tua verità,
sussurrala oppure urla,
non importa se ora
nessuno ti sente,
non importa
se non vedi arrivare nessuno,
continua a suonare,
continua a urlare,
prima o poi
il tuo grido troverà la sua eco
e allora non sarai più solo.
La lotta potrà cominciare.


di Patricia Vena


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19 gennaio 2013 6 19 /01 /gennaio /2013 19:28

Opera di Maxs Felinfer - Olio su tela - 50 x 50 cm (Argentina 1983)

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Non volevo entrare nel merito, ma non posso evitare il senso di disgusto che mi provocano le ultime mosse nel mondo della politica del nostro paese.
Le stesse facce che poco fa erano state coinvolte in scandali e ruberie, oggi si presentano a prometterci un onorevole impegno nel rappresentarci. Sono ancora lì a scannarsi per riavere la poltrona, per continuare a dire discorsi politici vuoti, mentre il paese si degrada. “Mi presento”, “no mi presento”, “io ho fatto bene, tu hai fatto male”, “quello che ha rubato è quell’altro”.
Questo è alleato di quest’altro che pretende di rappresentarci, anche se, in forma esplicita, ripudia questo paese, la sua bandiera, il suo inno nazionale e la sua costituzione. Tutto ciò mentre la sofferenza della gente entra nel vero e crudo dramma sociale.
Signori non avete vergogna, non avete famiglia, non vi guardate nello specchio ogni mattina, non vi fa schifo quello che vedete? La vecchia, quantomeno, sa di essere brutta e ci guarda di fronte senza remore, non come voi che incarnate il ruolo di onorevoli quando nel vostro operato di onorevole c’è ben poco.

di Maxs Felinfer - "Sensibilizzare l'uomo migliora la salute della società"

maxs@seblie.com 

 

 

LA REALTA'

Guardare senza alibi

apertamente
senza trucchi né filtri
guardare la realtà
vederla e digerirla
e non assolverla
se non lo merita.
Osservare senza pietà
nello specchio del nostro tempo
senza paure né paranoie,
vedere ciò che c’è
e non ciò che vorremmo,
serenamente
con distacco
analizzare questa realtà.
E poi decidere di cambiarla.

di Patricia Vena

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