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Con un salto temporale di vent'anni Maxs Felinfer ripropone, con una nuova traduzione, il suo "Trattato sul Seblismo". Seblie è un linguaggio. Seblie è una parola che non ha significato, non è un'etichetta che possa rendere riconoscibile un prodotto, è una parola che richiede, a chi sia interessato, un impegno: quello di distaccarsi dalle regole dell'arte accademica, dalle idee preconcette, per sondare la propria innata capacità di relazionarsi con l'oggetto della propria percezione sensoria e della sensazione che essa scaturisce. La sensazione è lo strumento creativo che Maxs Felinfer propone di usare per farsi consapevoli e artefici della propria arte. La sensazione è intesa come la reazione creativa dell'uomo agli oggetti della propria percezione, una reazione capace di innescare il processo di messa a punto dei termini di un linguaggio personale d'espressione. L'uomo è alla continua ricerca di un linguaggio che lo distingua; allo stesso tempo teme di sbagliare, di contraddire le regole scritte e immutabili della cultura dominante. L'uomo è tra due fuochi: quello del desiderio della libera espressione e quello dell'errore. La normatività di un linguaggio non lo rende più giusto di altri, esso è un punto di vista, una finestra da cui guardare il mondo. Senza ricorrere a concetti relativistici, che spaventano tanto, possiamo affermare che ogni linguaggio può raggiungere un certo grado di normatività, avere delle regole, ma per essere utilizzato da un essere così poco logico com'è l'uomo, deve essere dotato di duttilità, deve poter essere maneggiato e modificato, deve poter essere riconosciuto per la sua qualità in divenire. Non ci si può trincerare dietro la regola per rifiutare un tentativo umano di trovare l'espressione più idonea, non giusta, per costruire un ponte tra sé e gli altri, perché si rischia di sprofondare nel dogmatismo. E il dogmatismo poco ha a che vedere con la comunicazione umana e con l'arte; l'utilità delle regole risiede nel fatto che esse possono aiutare a ricostruire il significato dell'espressione artistica, perché hanno un che di collaudato, di formalmente riconosciuto, di sintetico, ma non possono limitare in via definitiva il potenziale di significato che si sprigiona da una lettura alternativa, che poggia su regole diverse. Il potere della comunicazione non sta tanto in ciò che siamo in grado di prevedere in base a un sapere consolidato, ma nella creazione di nuovi significati, nella novità. Il piacere che si prova nella lettura del testo di Maxs affiora nel momento in cui egli invita il lettore ad accompagnarlo nel percorso di scoperta del codice. Un percorso raccontato con l'enfasi di chi sembra ancora stupito dalla magia con cui è giunto ad una scoperta; una scoperta che può essere esperita da tutti grazie anche ai diversi giochi disseminati per tutto il testo, giochi che ti fan venire la voglia di tentare, di mettere alla prova il tuo nano creatore. Roberta Lucianetti

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  • : In questo spazio potremo discutere tutti gli argomenti legati al nostro interesse principale: l'Arte, le sue forme, i suoi principi, e quant'altro ci verrà in mente di proporre su questo tema. Siete tutti invitati a partecipare.
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