In questo spazio potremo discutere tutti gli argomenti legati al nostro interesse principale: l'Arte, le sue forme, i suoi principi, e quant'altro ci verrà in mente di proporre su questo tema. Siete tutti invitati a partecipare.
2° MANIFESTO SEBLIE 1975
Un'opera d'arte è in se stessa ed è caratterizzata dagli elementi circostanziali: tempo, epoca, spazio e tecnica, i quali però non la elevano al di sopra del suo contenuto, ma agiscono piuttosto sul fatto percettivo. L'opera, originata negli aspetti profondi dell'essere, è imparentata con il fenomeno che produce, nell'arte pitorica la forma visiva. Altrimenti non ci sarebbe un riscontro, lasciando l'opera ridotta a un buio artificio illeggibile, dove rimarrebbe il solo fenomeno. L'aspetto formale sarebbe fine a se stesso. Sovente accade che un fenomeno, in questo caso la forma visiva, è così attraente che sembra portare con sé un contenuto che in verità non esiste. E' questo l'errore in cui potrebbero cadere i "fautori" d'arte, combinando elementi che appartengono alla simbologia generalmente accettata, per realizzare bellezza, tragedia o meno ancora. Il seblismo invece è un atteggiamento non circostanziale, datosi che il contenuto, come manifestazione dell'anima umana, oltrepassa ogni parametro prestabilito di corrente, modalità o moda. L'opera seblista si avvale di ogni linguaggio tangibile, generando con ciò delle modalità che rendono possibile l'esternazione di quanto soggiacce nell'essere, con connotazioni più ancestrali che razionali, mentre i modi culturali socialmente riconosciuti e incorporati, distano da Seblie quanto il vissuto dista dalla matematica. L'opera d'arte deve avere propositi liberatori, deve tentare di prolungare la creatività nei suoi stadi originali senza castrare la sua purezza.
.Maxs Felinfer