Settembre inoltrato del primo anno di questo XXI° secolo. L'autunno è arrivato presto quest'anno. L'autunno qui è dolce, ha dei colori quasi irreali. Marrone, ocra, rossi e gialli creano delle atmosfere uniche. Prima di cadere, le foglie ci fanno vedere tutto ciò che sanno fare, ci regalano il loro caleidoscopio gigante. L'autunno qui non è triste, è pieno di promesse: le notti accanto al camino, le camminate nel bosco, a raccogliere castagne e funghi, qualche bella nevicata che modifichi il paesaggio tanto da farci sentire in un altro mondo per qualche giorno. L'odore della legna comincia a invadere le stradine del paese. Cominciamo a tirare fuori i vestiti più pesanti. E' bello mettere il primo maglione della stagione e sentire di nuovo il tepore della lana. Quest'anno, però, l'autunno ci ha portato la guerra, e tutto mi sembra diverso, e io non riesco a capire come si possa continuare la vita di tutti i giorni essendoci questo dramma dietro l'angolo. Il mondo, meglio, i governi del mondo, non sono in grado di sentire quest'autunno. Sono diventati sordi e ciechi. O forse lo sono sempre stati... Mi fa paura questa cecità generalizzata, mi fa paura l'indifferenza. Mi fa rabbia la manipolazione dei sentimenti delle persone e dell'informazione, l'acutizzazione del razzismo, la sordità dei "grandi" e l'incapacità dei "piccoli" di farsi sentire. Parlano di "guerra santa". Siamo piombati in un nuovo medioevo. Le crociate programmate al computer. Riccardo Cuor di Leone ha attraversato l'oceano, porta una bandiera a stelle e strisce. Due torri del suo castello sono state abbattute dagli infedeli e adesso tutto il regno è pronto a combattere per punire i responsabili. Dicono che il mondo non sarà più lo stesso. E' vero, sarà più brutto, la guerra riesce ad abbruttire ogni cosa, perfino l'autunno. Patricia Vena